Biografia

Maridelia Cocchiara, in arte MARICO’, scultrice, nasce a Roma nel 1950 e qui vive e lavora. Ha frequentato la Scuola Libera di Scultura presso la Libera Accademia delle Belle Arti "RUFA" di Roma. La sua formazione artistica è stata improntata agli ideali della classicità seguendo i grandi maestri del figurativo a cominciare dall’eccelso Michelangelo a Bernini, Greco, Manzù, Messina, Pericle Fazzini, Ugo Attardi. Ha iniziato a modellare fin dall’adolescenza ma poi ha intrapreso studi classici. La primitiva passione però non l’ha mai abbandonata spingendola a frequentare laboratori di scultura e scuole d’arte a livelli sempre più alti. Tutto ciò promosso e arricchito dalle visite ai musei italiani ed esteri, palestra insuperabile per i cultori dell’arte.
Quell’istinto di donna come generatrice di vita porta quest’artista a modellare l’argilla fino a materializzare la figura infondendole quel soffio vitale che fa trasparire i sentimenti.
Oltre ad alcune personali ha partecipato a numerose mostre collettive ricevendo ampi consensi.
Ha frequentato la Scuola Libera di scultura presso la Libera Accademia delle Belle Arti "RUFA" di Roma.

IL MIO TENDERE

Con le mie opere aspiro a rappresentare il mondo delle donne, un preciso indirizzo dell’anima femminile fatto di intimità, di calore, di forte sentire ma anche di voglia di leggerezza e libertà. L’opera nasce da emozioni che porto in me; è una forza che prima ondeggia nella profondità dell’anima e poi, salita alla coscienza, spinge a sentire la necessità della creazione artistica; è come voler far apparire in qualche modo per incanto nel mondo fisico una esperienza spirituale, interiore.
La maggior parte delle mie opere sono simboliche perché ritengo che la rappresentazione simbolica sia il linguaggio più consono alla mia opera figurativa. Sento l’esigenza che la forma non sia fine a se stessa ma esprima un contenuto ideale, porti il suo messaggio nel mondo esterno per chi lo voglia cogliere e il messaggio è sempre un messaggio d’ Amore.
Tutte le opere sono in terracotta patinata.

Maridelia Cocchiara MARICO’

E’ da presumere che prescindendo dalla sua fruizione estetica l’opera d’arte dovrebbe accentuare la sua funzione di strumento di “rivelazione del divino”.
Credo che ora sia il momento di indagare l’altra parte della coscienza che alcuni studiosi chiamano “ultracoscienza”, nella quale i meccanismi della logica e le proprietà dello spirito seguono regole diverse. L’opera d’arte dovrebbe permettere di intuire quest’altro universo, un universo parallelo a quello conosciuto, nel quale la mente umana sembra assumere una insolita visione delle cose.
Non diversamente dai mistici, gli artisti potrebbero riuscire a risvegliare quelle facoltà sconosciute dell’intelletto che guidano sulla soglia dello spirito.
Il prodotto artistico potrebbe avere dunque una funzione parallela a quella della preghiera e del rito, con lo stesso potere evocativo capace di far dischiudere l’animo alla calda luminosità dell’Assoluto.
Patrizia Patti

MARICO’

O Bellezza scolpita nella pietra,
tra la furia e l’urlo della vita
te ne stai immobile e muta,
solitaria e appartata.
Il grande Tempo siede innamorato
Ai tuoi piedi, e sussurra:
“Parla, parlami amore; parla mia sposa!”
Ma le tue parole sono chiuse nella pietra,
o immobile Bellezza!
Rabindranath Tagore